Sistemi di visione e mira derivati dall'attività venatoria e militare, le ottiche di puntamento sono accessori sempre più indispensabili ed utilizzati anche nel softair. L'ottica di puntamento è un optional disponibile in varie tipologie, ormai essenziale per alcuni ruoli del softair.
Ottiche da puntamento, utilizzatori
L'utilizzatore tipo delle ottiche da puntamento è il cecchino, colui che da una posizione fissa o semi-fissa va a monitorare un’ampia porzione del campo di battaglia, con un obiettivo duplice:
• avvertire quelli che sono più avanti riguardo le intenzioni del "nemico"
• colpire ed eliminare coloro che sono troppo "avventati" o non ben nascosti
Esistono diversi tipi di ottiche da puntamento, ognuna di esse con peculiarità e determinate caratteristiche.
Troviamo infatti l'ottica tradizionale, che presenta anche interessanti funzioni di ingrandimento al pari di un binocolo o cannocchiale e quella di tipo Red Dot, la quale aiuta solo nelle impostazioni della mira.
Vediamole meglio:
Ottiche da puntamento tradizionali
Ingrandiscono il bersaglio e permettono di identificarlo al meglio. In ambito softair, tuttavia, visto che in molti casi il "campo di battaglia" è di estensione limitata, questa funzione di ingrandimento non è così utile considerando anche i tempi di mira e la precisione richiesta per un uso ideale di questo tipo di ottica.
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Ottiche Red Dot
Sistema rapido di mira, permette di mirare ad occhi aperti l'obiettivo, puntando su di esso il rinomato e temuto "puntino rosso". La funzione di questa ottica, oltre ad essere scenica è anche quella di aumentare la velocità di puntamento, la performance di tiro e di supportare il tiratore in condizioni di bassa visibilità.
In entrambi i casi, aggiungendo un’ottica alla propria arma si guadagnerà in termini di usabilità della stessa, oltre a renderla più professionale e "bella" dal punto di vista estetico.
L'ottica di puntamento è un piccolo concentrato di tecnologia, che ha avuto una rapidissima evoluzione dai primi, antesignani modelli comparsi a partire dal secolo scorso.
L'ottica di puntamento, conosciuta tecnicamente anche come "mirino telescopico" si basa sul principio dello stesso ed in particolare del "telescopio ottico rifrattore" per quanto riguarda il modello di costruzione.
Modello creato dall'insieme di tre componenti; il nostro "cannocchiale" è infatti composto da due lenti, una nella parte iniziale dello stesso ed una nella parte finale con al centro un sistema di correzione e raddrizzamento dell'immagine.
In particolare, partendo dal lato "obiettivo" la prima lente che troviamo è una lente frontale, denominata appunto "lente obiettivo": il fascio di luce (e conseguentemente "l'immagine inquadrata") penetra nella nostra ottica attraverso questa lente. Da qua viene poi convogliata tramite il tubo alla prima lente interna, detta "lente di messa a fuoco". Superata questa lente, la luce colpisce il primo piano focale, primo punto in cui l'immagine viene "raccolta".
In questo punto ovviamente l'immagine arriva rovesciata, quindi, un complesso sistema di lenti interni si occupa di raddrizzarla senza distorcerla. Ci troviamo circa a metà della nostra ottica di puntamento, nella zona in cui possiamo trovare anche i comandi di regolazione, un complesso sistema di "rotelle ed ingranaggi", tramite il quale andremo a regolare la messa a fuoco, la distorsione ed il fattore di ingrandimento della nostra ottica.
L'immagine così trattata confluirà poi in una seconda lente focale, spesso incisa o "decorata" con un mirino e da lì nell'oculare da dove poi arriverà al nostro occhio.
Questa descrizione, non esaustiva e volutamente generica è solo per spiegare che in un piccolo strumento, che dovremo trattare con attenzione, ci troviamo di fronte ad un concentrato di tecnologia. Un livello di tecnologia tale che sarebbe stato impensabile solo fino a pochi anni fa.
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Dal punto di vista estetico possiamo considerare l'ottica come un tubo di alluminio con una parte cilindrica e più affusolata al centro e con i terminali che si allargano. La linearità di questo cilindro è interrotta dalle rotelle di regolazione e dagli agganci che permettono il fissaggio dell'ottica sull'arma.
La parte centrale dell'ottica, quella più sottile, ha un diametro variabile tra i 25 ed i 30 mm. In questa posizione vengono montati gli anelli che servono per il fissaggio vero e proprio alla canna dell'arma. A completare questa parte centrale troviamo i meccanismi di regolazione fine, tra cui, in base al modello possiamo trovare la deriva, l'alzo, il valore di zoom e la regolazione di parallasse.
Ogni ottica è progettata avendo in mente un’applicazione o uso specifico. Le caratteristiche richieste e la progettazione influiscono sul disegno finale del cannocchiale e viceversa, portando alla realizzazione di un "pezzo unico" difficilmente replicabile al variare di un singolo aspetto o requisito.
I fattori e le variabili da considerare nella scelta della tua futura ottica sono quindi i seguenti:
Abbiamo già visto quali sono le variabili e caratteristiche fondamentali delle ottiche da puntamento, ma quali sono i numeri da considerare?
Ce ne sono due che balzeranno all'occhio immediatamente, anche perché stampigliati anche sullo strumento. Quello che troveremo sembrerà una moltiplicazione matematica da svolgere, ma indicherà solamente due dei fattori fondamentali per la scelta e la valutazione dell'ottica. Potremmo infatti trovarci delle sigle come 6x36 o 2-12x48 o ancora 1-6x24. Nella prima parte di questa operazione possiamo quindi trovare gli ingrandimenti, con due possibilità. In caso di un unico numero prima della X, ci troviamo di fronte ad un’ottica con zoom fisso.
Viceversa, se i numeri prima della X sono due ci troveremo davanti ad un’ottica di tipo variabile. In tutti i casi, questo valore indica di quante volte lo strumento andrà ad ingrandire ciò che viene visualizzato. Nel caso di un ingrandimento variabile, a determinare il livello di zoom sarà il valore impostato tramite la rotazione di una rotella destinata allo scopo. Con un ingrandimento fisso ci troveremo di fronte ad un valore che potrebbe essere 4, 6 o 12. Nel caso del variabile potremmo partire da 1 (ossia nessuna funzione di ingrandimento) fino a 12 o 16.
Il secondo valore andrà invece ad indicare il diametro della lente frontale. Valore espresso in millimetri, indica la misura vera e propria.
Già solo conoscendo questi due numeri ed avendo un’idea chiara della funzione per cui stiamo per acquistare un’ottica, avremo la possibilità di fare una prima scelta consapevole. In linea di massima dovremmo optare per bassi ingrandimenti quando i nostri tiri saranno ravvicinati e la battaglia sarà molto dinamica. Al contrario meglio scegliere gli alti ingrandimenti quando la battaglia sarà statica o il campo di battaglia molto esteso. Dal punto di vista del diametro lente, idealmente potremo andare su una lente piccola per le condizioni di luce buone, con dimensioni più grandi quando invece l'illuminazione è calante o meno potente.
• Visori notturni
• Visori diurni (i classici binocoli)
• Red-dot
Accessori perfetti per tutte quelle battaglie che iniziano molto presto al mattino o si concludono quando la visibilità è minima. Strumenti ideali anche in condizioni di piena oscurità, parliamo ovviamente di visori notturni, un "must" per chi si dedica seriamente al soft-air. Il "visore notturno" amplifica la quantità di luce presente nell'ambiente o "emette" una particolare frequenza luminosa al fine di mostrare ciò che sarebbe difficilmente visibile all'occhio umano. Il sogno dell'uomo è sempre stato quello di squarciare il velo del buio, con questo visore il sogno si trasforma in realtà, per un accessorio indispensabile in molti usi, da quello del soft air alla caccia, passando da osservazioni faunistiche e vigilanza.
Due sono le categorie costruttive alla base di un binocolo. Entrambe si concentrano sulla zona detta "di inversione", ossia quella parte dell'ottica in cui l'immagine viene invertita prima di essere presentata di fronte ai nostri occhi.
La zona in questione è quella dei prismi, con le due possibili opzioni denominate per l'appunto "Prismi di Porro" e "Prismi a tetto".
Se il tuo ruolo è quello dell'assaltatore, il mirino adatto per te è quello di tipo red-dot.